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Petrolato
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Il mwcapetrolato, o mwcqvaselina o mwcggel di petrolio, è una mwcwgelatina ottenuta dal mwdapetrolio per mwdqraffinazione. Essendo il componente a più alta temperatura di ebollizione, durante la mwdgdistillazione del petrolio rimane dopo la totale mwdwevaporazione dell'mweaolio.
Fu prodotto per la prima volta dalla Chesebrough Manufacturing e il suo nome commerciale, vaselina, è ormai entrato nell'uso quotidiano e spesso indica, seppur impropriamente, il petrolato in generale. La vaselina pura non contiene tracce di petrolio.
Contents
• Storia
• Aspetto
• Impieghi
• Note
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Storia
Il composto fu individuato nel 1859 a mwfqBrooklyn, mwfgNew York, da mwfwRobert Chesebrough che si occupava d'impianti di sostanze mwgaparaffiniche negli impianti di perforazione. La studiò nel suo laboratorio e in pochi mesi ne produsse dapprima alcuni campioni poi grossi quantitativi. Diede alla sostanza il nome di vaselina, composto dalla parola mwgqtedesca mwggwasser (acqua) e dalla mwgwgreca mwhaelaion (olio).
Composizione
È costituito da mwiwidrocarburi saturi composti di solito da almeno 25 mwjaatomi di mwjqcarbonio. La sua formula dettagliata varia a seconda della qualità del petrolio usato e del metodo di raffinamento adottato. Le qualità migliori sono chiamate mwjgpetrolato bianco e trovano impiego nella mwjwfarmaceutica e nella mwkacosmetica; le meno pregiate sono chiamate mwkqpetrolato ambrato, mwkgpetrolato giallo, mwkwpetrolato marrone, sono contaminate da composti di raffinazione quali mwlaidrocarburi policiclici aromatici (IPA) a più basso peso molecolare a volte mwlqcancerogeni e trovano impiego nei settori dell'mwlgindustria e dei mwlwlubrificanti, in particolare per la produzione dell'olio di vaselina e del grasso di vaselina.
Aspetto
La vaselina è una preparazione pastosa inodore mwoasemisolida di idrocarburi; il punto di fusione si colloca appena sotto i 37 mwoq°C, l'aspetto è incolore oppure giallo opalescente. Non si mwogossida se esposta all'mwowaria e non reagisce prontamente a contatto con gli agenti chimici. È solubile nel mwpacloroformio, nel mwpqbenzene, nel mwpgdisolfuro di carbonio e nell'olio di mwpwtrementina. Si scioglie nell'mwqaetere tiepido e nell'mwqqalcool caldo e quando raffredda si separa in fiocchi.
Proprietà fisiche
| Punto di ebollizione | 302 °C |
|---|---|
| Punto di fusione | dai 36 °C ai 60 °C a seconda del tipo |
| Punto di infiammabilità | dai 182 °C ai 221 °C a seconda del tipo |
| Punto di autoaccensione | > 290 °C |
| Densità | 0.9 g/cm³ |
| Solubilità in acqua | insolubile |
| Tensione di vapore a 20 °C | < 1,3 Pa |
Processo produttivo
Il processo originale inventato da Robert Chesebrough per la vaselina consiste nell'accurata distillazione di petrolio grezzo operata mwbasottovuoto per minimizzare gli effetti della mwbqpirolisi e nel successivo filtraggio con filtri a grani di mwbgcarbone fossile riscaldati a più di 50 °C con getti di vapore. Il prodotto in uscita dal filtro è inizialmente incolore e di ottima qualità; a mano a mano che le caratteristiche del filtro e del distillato iniziano a degradare il prodotto ottenuto assume colore giallastro e la sua qualità peggiora. Per la filtrazione si usa anche il mwbwcarbone animale.
Impieghi
Nel brevetto originale di Robert Chesebrough sono indicati numerosi impieghi soprattutto nel settore dei lubrificanti. Oggi la vaselina di miglior qualità è usata in campo farmaceutico per la produzione di pomate, gel per le labbra, mwcgantimicotici; in campo cosmetico per i mwcwbalsami per capelli e i mwdalucidalabbra. Non è invece adatta come lubrificante speciale per i mwdqpreservativi, sebbene talvolta sia stata usata per questo scopo, poiché ne deteriora il mwdglattice. Viene usata in aeronautica per rilasciare fumo dagli aerei acrobatici. Si usa nelle mwdwcreme per radersi dedicate alla rasatura con i mwearasoi a mano, mai con quelli elettrici. Può lubrificare le mweqvalvole in mwegottone e spalmata sui denti può renderli più lucidi.
Per la sua funzione lubrificante può essere utilizzato in prodotti da applicare sulle parti intime.
Rischi ambientali
Diversamente dalle frazioni più raffinate (petrolato bianco) impiegate nei preparati cosmetici e farmaceutici, le frazioni meno raffinate (petrolato giallo, ambrato, marrone) destinate a impieghi industriali (lubrificanti, ecc.) possono contenere composti cancerogeni come gli mwfgidrocarburi policiclici aromatici, e pertanto solo a queste frazioni industriali l'mwfwUnione europea ha applicato la mwgafrase di rischio R45 con la nota N specifica delle sostanze che possono provocare il mwgqcancrocite-ref-1[1].
Note
cite-note-11. ↑ Documentazione Regionale Salute Centro di Documentazione per la Promozione della Salute mwjaDocumento pdf mwjqArchiviatomwjg il 14 dicembre 2013 in mwjwInternet Archivemwka.
Altri progetti
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• Wikizionario
• Wikimedia Commons
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Collegamenti esterni
• citerefbritannica-com(EN) petroleum jelly, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.